Genrich S. Altshuller, il russo del gruppo, il padre del TRIZ. L'acronimo deriva dalle iniziali, in lingua cirillica, di "Teoria dell'Inventiva per la Soluzione dei Problemi", TRIZ. 


I "problemi" che il TRIZ si propone di risolvere, sono quelli difficili, legati alla creatività, quelli che generalmente vengono etichettati come impossibili, perché contengono al loro interno una contraddizione. 

Definizione di contraddizione: La contraddizione sorge, quando vi sono due specifiche di progetto in contrasto fra di loro, mutuamente escludenti, sullo stesso oggetto o sistema. Per esempio: la parete dello space shuttle deve essere leggera per diminuire la massa dello shuttle, quando lo si spinge in orbita, fuori dall'atmosfera. Questo non può essere fatto semplicemente diminuendo lo spessore delle pareti, a causa dell'impatto termico quando lo shuttle rientrerà nell'atmosfera terrestre. La contraddizione sorge dal conflitto fra le due specifiche di progetto: lo spessore delle pareti deve essere grande e sottile allo stesso tempo. 

Quando un progettista affronta una contraddizione, che non può essere risolta con una ri-progettazione tecnica del sistema, in uno dei modi conosciuti, significa che si trova di fronte ad un problema d'inventiva. 
In questo caso, i principi fondamentali per la soluzione, risiedono fuori dal dominio tecnico cui il sistema appartiene.  

Vi sono due modi classici per risolvere i problemi che contengono una contraddizione:

trovare un compromesso fra le due specifiche in conflitto fra di loro  (in altri termini, mediare, ottimizzare, ecc.) oppure,

eliminare la contraddizione. 

Il TRIZ si è posto come obiettivo quello di eliminare le contraddizioni.  


Genesi ed essenza del TRIZ

L’occidente ha scoperto con disappunto, agli inizi degli anni ’60, che i russi erano all’avanguardia nei vettori spaziali, nelle armi e nei sommergibili a propulsione nucleare. Una cosa inspiegabile, se per valutare l’evoluzione tecnica, ci si basa solo sulla qualità dell’industria produttrice dei beni civili durevoli. 

Dietro i successi nei settori citati, c’era Altshuller ed un folto gruppo di collaboratori, che a partire dal 1945, con l'impiego di circa 1500 anni uomo di ricerca e di studio, tutti spesi nell'esame di quasi due milioni e mezzo di brevetti internazionali di maggior successo, hanno sviluppato un immane database, con le sue chiavi d'accesso e le teorie di contorno, un sistema di consultazione completo, utile per stimolare ed aiutare l'inventiva e la creatività umana, per migliorare prodotti esistenti o svilupparne dei nuovi. 

La curiosità di Altshuller verso il "problem solving" lo ha portato verso la ricerca di metodi standard per la creatività. Quello che si è riproposto è condensato in una una serie di requisiti minimi, che qualsiasi metodo o guida per l'inventiva deve soddisfare, per potersi definire tale: 

  1. Deve essere sistematica, una procedura passo dopo passo.

  2. Deve essere una metodo per navigare ed attraversare una vastità di creatività, e guidare verso una soluzione ideale.

  3. Deve essere ripetibile e affidabile, non dipendere da strumenti emotivi o psicologici. 

  4. Deve essere in grado, di dare accesso a tutto il corpo delle conoscenze acquisite, riguardo l'inventiva applicata. 

  5. Il sistema deve essere aperto, vale a dire deve essere possibile  aggiungere al corpus delle conoscenze altra inventiva.

  6. Il metodo deve essere riconosciuto come standard, deve imporsi ai ricercatori e seguire l'approccio generale al problem solving. 

Fra gli anni 1960 e 1980, Altshuller e collaboratori hanno riordinato e catalogato le soluzioni innovative, degli oltre 2,5 milioni di brevetti, in cinque livelli, al fine di razionalizzare la metodologia inventiva:

• 1° livello - Progetti di routine, il problema è stato risolto con metodi ben noti all'interno della specializzazione. Nessuna invenzione è necessaria. Circa il 32 % delle soluzioni brevettuali rientrano in questa categoria. 

• 2° livello - Sviluppo con marginali miglioramenti ad un sistema esistente, per mezzo di metodi o dispositivi ben noti all'industria. Generalmente rimane qualche compromesso irrisolto. Circa il 45 % dei brevetti rientra in questa categoria. 

• 3° livello - Migliorie fondamentali ad un sistema esistente, con l'uso di metodi conosciuti al di fuori del settore merceologico di appartenenza. Le contraddizioni sono state risolte. Circa il 18 % delle soluzioni rientra in questo livello.

• 4° livello - Soluzioni totalmente nuove ed innovative che usano un nuovo principio per svolgere la funzione primaria del sistema. Le soluzioni trovate più nel campo scientifico che nella tecnologia. Esempio: una funzione meccanica sostituita con una elettronica. Circa il 4% delle soluzioni rientrano in questa categoria. 

• 5° livello - Una rara scoperta scientifica o un'invenzione pionieristica di un sistema totalmente nuovo. Circa 1 % delle soluzioni rientrano in questa categoria.

Altshuller ha anche notato che salendo di livello, la sorgente delle soluzioni richiede conoscenze via via più vaste. Richiede anche l'esame di più soluzioni in alternativa, provenienti da settori sempre più vasti, prima che la soluzione ideale possa essere trovata. 

Le chiavi di fondo teorizzate nel sistema di ricerca TRIZ sono:

Tutte le innovazioni emergono dall'applicazione di un esiguo numero di principi inventivi e strategie, in tutto 40. Quest'elenco è forse il più potente strumento per stimolare la creatività nei casi impossibili.

Il trends dell'evoluzione tecnologica è facilmente prevedibile. Questa constatazione dovrebbe stimolare i nostri progettisti a non adagiarsi mai. Invece di lucidarsi le medaglie, innovare sempre, altrimenti la nostra concorrenza farà, prima di noi, quello che avremmo dovuto fare noi. 

La maggior parte delle soluzioni forti provengono da aree al  di fuori del vostro settore merceologico, qualche volta addirittura  al di fuori del settore scientifico di allocazione. Vedere l'illustrazione più sotto e trarre le conseguenze in termini di strategie per esplorare il nuovo.

Le soluzioni forti, risolvono le contraddizioni, e trasformano  gli elementi indesiderati o dannosi in risorse utilizzabili. Quando riuscite a risolvere una contrazione vi troverete sempre in una posizione di forza, nuova e ricca di opportunità tutte da sfruttare. Sempre che vi cauteliate con un buon brevetto.

 


Il metodo TRIZ si propone, in pratica, di essere un complemento, di dare struttura alla creatività naturale di ognuno, piuttosto che rimpiazzarla. Quello che offre si può condensare in:

  • una prassi di lavoro e

  • l'accesso ad un corpo di conoscenze ed esperienze, tratte della parte più innovativa ed inventiva del mondo (esistono software commerciali d'accesso piuttosto complessi. Quello da me visionato richiedeva numerosi input, non sempre chiari e intuitivi, gli output poi erano troppi e poco coerenti con gli input).


Per concludere, come utilizzare l'insegnamento di Altshuller?

Primo: essere possibilisti. Se avete per le mani un problema impossibile ricercare la soluzione al di fuori del settore tecnologico in cui operate. Al limite, quanto vi serve potrebbe trovarsi addirittura in un'altro quadrante della conoscenza. Vedere il disegno sottostante:

Secondo, per stimolare la vostra creatività ed il pensiero laterale, rileggersi frequentemente i "quaranta principi inventivi", forse il più potente strumento di tutto il TRIZ. (sono a questo link)

Terzo, rammentare sempre che il trends dell'evoluzione tecnologica è facilmente prevedibile. Questa constatazione dovrebbe stimolarvi a pensare, un po' in fretta, al domani del vostro prodotto.

Termino con un'osservazione di Von Braun: "Ho imparato ad usare la parola impossibile con la massima cautela".

 

Michele  Gambelli
Formatore tecnico

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