Il dott. Shigeo Shingo, è collega dell'ing. Taiichi Ohno alla Toyota, è coautore della filosofia giapponese di management, conosciuta con il nome di JIT, "Just in time", applicata con successo sin dal lontano 1970 in parecchie organizzazioni produttive giapponesi. E' inoltre il teorizzatore dei Poka-yoke, dello Zero Quality Control e dello SMED (Single Minute Exchange of Dies, per ridurre i cambi lavorazione da ore a minuti). Autore di numerosi libri, fra i quali: 

  • "Studio del sistema produttivo"; 

  • "Rivoluzionare la fabbricazione": Il sistema SMED per il cambio rapido degli stampi; 

  • "Zero Quality Control": L' intercettazione degli errori alla fonte ed il sistema dei Poka-yoke; 

  • "L'insegnamento di Shigeo Shingo": Strategie di base per migliorare la fabbricazione; 

  • "Produrre senza scorte": Il sistema Shingo per il miglioramento continuo; e il più formale 

  • "Il sistema Shingo per gestire la produzione": Migliorare le funzioni del processo. 

E' stato un vero genio, ruspante e non un teorico enunciatore, nel capire esattamente perché i prodotti vengono costruiti nel modo con cui lo sono; quindi trasformare le conoscenze acquisite in un sistema che consenta di abbassare i costi di fabbricazione e di migliorare la qualità. Nel 1988, la Utah State University ha conferito la laurea "honoris causae" al Dr. Shingo per la sua vita dedicata al miglioramento dei sistemi produttivi. Contestualmente ha anche istituito un premio titolato "The Shingo Prize Model" da conferirsi a quanti portano avanti gli studi del maestro nel modo più creativo, in particolar modo con modelli produttivi che aiutino le aziende a competere globalmente.


Poka-Yoke

In termini di qualità, il supremo messaggio di Shingo è racchiuso nel contributo dato allo sviluppo, dal 1960 al 1977, del sistema d'ispezione automatico Poka-Yoke (Termine giapponese che deriva da "poka": errore involontario, e yokery: evitare. E' sostanzialmente sinonimo del fool-proof, il nostro dispositivo "a prova di cretino"). Insuperabile, come efficacia, nei reparti di assemblaggio, soprattutto per i congegni piccoli, dove gli errori sono difficili da intercettare. 

Questo sistema è stato sviluppato gradualmente, mano a mano che l'ingegnere Shingo si rendeva conto che, con la raccolta dati, i corsi di sensibilizzazione per la qualità, i metodi statistici di controllo qualità, i "circoli della qualità, il CWQC ("Company Wide Quality Control", nome con cui è conosciuto in Giappone  il sistema qualità dell'azienda), con gli slogan, le esortazioni, i tabelloni, i targhet, i premi, le punizioni ed altri simili dispositivi, non avrebbe mai ridotto automaticamente i difetti a zero.

L'idea di base è molto semplice: fermare il processo non appena s'intercetta un errore o un difetto, correggere l'errore, definire la causa e intraprendere azioni progettuali per prevenire il ripetersi ricorrente dell'errore o del difetto, o quanto meno, intercettarlo in modo automatico. 

Non sono necessari i seven tools, i campionamenti, le rielaborazioni statistiche dei dati od altro. La chiave del successo di questo sistema sta nell'impiegare tutte le risorse del controllo, come parte attiva della linea di produzione, per identificare gli errori prima che si trasformino in difetti. L'intercettazione dell'errore può far scattare sia la sua correzione, prima che compaia lo scarto, sia, nei casi più gravi, l'arresto della linea produttiva, lo sviluppo e l'implementazione di un sistema di controllo, al 100%, della singola operazione.  

Questo naturalmente in tutti gli stadi della linea produttiva, in modo da intercettare gli errori alla genesi, al minimo valore del prodotto, e non in una fase successiva, dove il prodotto ha preso tutti i costi di fabbricazione. 

Shingo ha iniziato ad introdurre dei semplici dispositivi meccanici, nella linea di assemblaggio, per evitare che vi fossero parti incorrettamente montate, oppure semplicemente mancanti. Questi intercettori, i 'poka-yoke', controllori automatici del 100 % dei prodotti, hanno avuto l'effetto di ridurre a zero i difetti. Successivamente ha migliorato, moltiplicato e sofisticato, i poka-yoke e ha generalizzato ed esteso l'uso di questi dispositivi anche ai componenti in entrata e a tutte le fasi del processo. 

Il sistema ha portato vantaggi collaterali come quello di rendere inutili i campionamenti statistici ed i collaudi finali; i lavoratori sono così liberi di concentrarsi su attività più redditizie, come quelle far funzionare la linea e identificare le potenziali sorgenti dell'errore. In pratica, tutti gli operatori di linea sono diventati addetti alla sorveglianza del processo, all'insorgere di potenziali errori, si correggono e si segnalano, per un'eventuale progettazione ed installazione di un poka-yoke intercettore. 
La maggior parte delle più affidabili aziende che lavorano in JIT (just in time) usano, nelle linee produttive, i principi dell'ingegnere Shingo.

Shingo ha sostanzialmente provato, con l'installazione dei poka-yoke e l'intercettazione degli errori alla fonte, la possibilità di poter lavorare con lo zero defects, teorizzato da Crosby, attraverso una buona industrializzazione ed analisi del processo, piuttosto che con slogans, campagne esortative, circoli della qualità, manifesti e murales, rielaborazioni statistiche di dati. Tutte cose queste, fatte tuttora un po' in ritardo sui tempi, da parecchie industrie Americane e, purtroppo anche Europee, le quali hanno recepito la parte più rituale e libresca dell'insegnamento dei guru più alla moda.

Insieme, le due tecniche dei poka-yoke e dell'intercettazione degli errori alla fonte  costituiscono ora il sistema Zero Quality Control, traguardo complementare dello zero defects, che può essere senz'altro alla portata, mentre rimaneva un obiettivo utopistico ed irraggiungibile usando solo i metodi esortativi e quelli del controllo statistico della qualità. 

Shingo, apprezza Deming e Juran. Critica l'approccio Americano ed Europeo di mettere in esposizione le statistiche e l'andamento dei difetti, a scopo esortativo oppure premiante; ritiene queste esposizioni dannose, demoralizzanti e prive di utilità. Piuttosto, se proprio qualcosa si vuole esporre, e meglio reclamizzare l'introduzione di dispositivi poka-yoke ed i miglioramenti raggiunti con l'intercettazione degli errori alla fonte.


Michele  Gambelli
Formatore tecnico

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