L'italo americano Edward de Bono, psicologo, viene visto come la più alta autorità del mondo, nel campo del pensiero creativo, e nell'insegnamento diretto del modo di pensare. Ha scritto qualcosa come 62 libri, tradotti in 37 lingue, è stato invitato per conferenze in 54 paesi diversi. E' il creatore della modalità di pensiero denominata "Lateral thinking" utilizzata per stimolare la creatività. 

Agli inizi degli anni '80 ha inventato il suo popolare sistema per condurre, in modo efficace, una riunione con successo, il sistema "Six thinking hats" che ha mandato in pensione l'antiquato ed inefficiente  "brainstorming". E' un sistema molto semplice ed intuitivo, un potente metodo per migliorare la comunicazione, aumentare la produttività di un team, promuovere la creatività, e velocizzare il processo decisionale di un gruppo. Molto più facile da utilizzare del brainstorming, e quello che più conta è più potente ed efficace.

Il suo sistema consente, ad esempio, nel corso di una riunione, di:

Chiedere, con successo, ai partecipanti di fare uno sforzo creativo ed innovativo.
Far cessare i mugugni degli oppositori e dei bastian contrari, perennemente in disaccordo con tutti e su tutto.
Incoraggiare i presenti a vedere tutti i lati positivi, ed i vantaggi, di quanto si sta discutendo. 
Far si che ognuno possa esprimere, sinceramente, il suo indice di gradimento, nei riguardi di quanto si sta sviluppando. 
Risparmiare tempo, tutto quello normalmente speso in inutili contrapposizioni per partito preso, durante una riunione.
Essere efficaci e chiudere anzitempo le riunioni con decisioni operative prese, quasi sempre, senza contrasti o lacerazioni, ecc.

Il sistema

Il concetto fondante della teoria del Six Thinking Hats è la constatazione che il cervello umano lavora in modo diverso in funzione del tipo di prestazione che gli viene richiesta. Si considerino, ad esempio i due estremi: 

  • i meccanismi e gli automatismi utilizzati dal cervello per generare nuove idee, e 

  • quelli, molto diversi, utilizzati per valutare i pro ed i contro di un'idea esistente. 

In tutto, il De Bono ha identificato sei differenti modalità di pensiero, che sono da vedersi come direzioni di pensiero piuttosto che etichette di un modo di pensare, o peggio, archetipi caratteriali. In pratica i cappelli, quando vengono metaforicamente indossati, devono essere utilizzati in modo attivo, per pensare con la modalità indicata dalla metafora, e non in modo reattivo.

Il metodo si ripropone di ottenere pienezza e concordanza di modalità di ragionamento da tutti i partecipanti. Secondo il pensiero di De Bono con questo metodo si riesce a fare una cosa importantissima, cioè: 

separare l'ego dalla prestazione

Ciascuno è in grado di contribuire all'esplorazione del problema, sotto la modalità (e copertura) del cappello indossato in quel momento, senza che il suo ego venga in alcun modo intaccato o coinvolto. In pratica il sistema è stato sviluppato per incoraggiare la prestazione piuttosto che la difesa dell'ego. Infatti i partecipanti sono in grado di contribuire sotto qualsiasi cappello, anche se inizialmente parteggiavano per un punto di vista opposto. 

Il punto chiave e nodale è che un cappello connota una direzione di pensiero, una modalità attiva, piuttosto che un'etichetta. Le ragioni teoriche per l'utilizzo del metodo Six Thinking Hats sono quelle di:

  • Incoraggiare il pensiero parallelo, fra più persone,

  • assicurarsi che gli argomenti in esame siano sviscerati da tutti i punti di vista,

  • separare l'ego dalle prestazioni, per migliorare l'efficacia e l'efficienza.

De Bono con il suo metodo c'è riuscito in pieno. Quanto qui riportato è stato tratto dal libro "Six Thinking Hats" (de Bono, 1985) tutt'ora ristampato e rintracciabile sul net.


I metaforici cappelli

Vi sono sei cappelli metaforici che i partecipanti possono indossare o tirare via, questo per indicare la direzione del pensiero in uso in quell'istante.Questo indossare e tirare via è essenziale per la riuscita del sistema. I cappelli non devono mai servire per etichettare le persone, meno che mai i partecipanti; (nonostante il fatto che, alcune volte, il comportamento di taluni inviterebbe a far questo). 

Quando il sistema viene usato per condurre una riunione: 

tutti indossano lo stesso cappello nello stesso momento, ed ovviamente lo depongono e lo cambiano allo stesso tempo.


Le modalità di pensiero dei vari cappelli

Il pensiero del cappello bianco

Il pensiero ascetico del ragioniere, dati e fatti.
Quando s'indossa questo cappello siamo interessati ai fatti, ai numeri, alle informazioni, all'obiettività.  "A questo punto, penso sia ora d'indossare il cappello bianco", significa: ritorniamo a guardare i fatti che abbiamo in mano e lasciamo da parte tutto il resto per il momento. Immaginatevi il computer, se interrogato risponde con dei fatti, disegni o numeri. Il computer è neutrale, non da alcuna interpretazione o opinione. Quando s'indossa il cappello bianco i partecipanti devono imitare il computer, essere più obiettivi e neutrali possibile, rispondendo a domande precise, presentando le informazioni che si è in possesso, senza commenti. 

Il cappello bianco ha a che fare con i dati e le informazioni.
Quali dati abbiamo in mano in questo momento?
Quali sono le informazioni mancanti per procedere?
Quali informazioni aggiuntive vorremmo ancora avere?
Come facciamo a procurarci quei dati?

Quando in una riunione viene chiesto a tutti di indossare il cappello bianco, si sta contestualmente chiedendo a tutti i presenti, di lasciar da parte le proposte, le critiche e le opinioni personali, e di focalizzarsi, tutti assieme, direttamente sulle informazioni che abbiamo in nostro possesso. Per il momento tutti i partecipanti devono solo parlare di dati, quelli esistenti, quelli che sarebbero necessari, ed al modo per procurarseli.  



Il pensiero del cappello rosso

Il pensiero inconscio emozionale.
Il pensiero del cappello rosso è intuitivo, istintivo ed emozionale. Il cappello rosso autorizza i presenti ad esternare la loro intuizione senza alcun bisogno di giustificarla. "Indossando il mio cappello rosso, io penso che questa proposta sia una cosa che ci danneggi". Solitamente l'istinto e l'intuizione dovrebbero essere introdotti in una discussione se sono supportati da una logica interna. In genere l'istinto è genuino mentre la logica è spuria o inquinata. In ogni caso, il cappello rosso autorizza chi lo indossa, a spiattellare il suo sentore in quell'istante, riguardo il soggetto in discussione.

Indossando il mio cappello rosso, questo è quello che penso riguardo questo progetto:
Qualcosa mi dice che questa baracca non funzionerà.
Per me potrebbe essere un'ottima idea, la dobbiamo completare.
Ha me quest'idea non piace, ci sta portando fuori strada. 
La mia intuizione mi dice che i prezzi crolleranno presto, ecc

Le osservazioni scaturite con la modalità di pensiero del cappello rosso, sono sensazioni, e cadono sul tavolo della discussione con la pretesa di essere null'altro che segnali, o indici di gradimento. L'intuizione è un giudizio composito, può provenire dall'inconscio di una persona, con decenni d'esperienza nel settore, e pertanto essere preziosa, anche se le ragioni dell'intuizione non possono essere esposte in modo razionale. Va anche detto che l'intuizione non è sempre azzeccata, a volte e molto fallace, l'inconsio a volte frega. In ogni caso ai fini dell'economia della discussione è bene che esca fuori, tutta assieme, cosi evita di stimolare i partecipanti a contrapporsi, allungando i tempi dell'analisi. Forse l'utilizzo migliore della modalità di pensiero del cappello rosso è quello di monitorare l'indice di gradimento. Ogni tanto, con il progredire dei lavori, si può indossare questo cappello, per vedere se l'indice di gradimento è migliorato. Un cappello che va usato con parsimonia.


 

Il pensiero del cappello nero

Il pensiero dell'avvocato del diavolo.
Questo è il cappello del giudice, del critico e della prudenza. E' uno dei cappelli più preziosi. In nessun senso deve essere visto inferiore o negativo. Il cappello nero viene usato per mettere in evidenza se, quella che sembra una buona idea, nella realtà poi nasconda qualche magagna, oppure trascenda il knowhow posseduto dalla nostra fabbricazione,  i nostri macchinari non sono adatti, oppure quanto proponiamo è in contrasto con la politica dell'azienda. La modalità di pensiero del cappello nero è sempre logica e scientifica (non va confusa con quella emozionale del cappello rosso), non scende mai a polemica, è un tentativo obiettivo e puntiglioso di scoprire tutti gli elementi negativi, palesi od occulti, all'interno del progetto in esame. 

Assolutamente no, le norme di settore c'impediscono di realizzarlo cosi.
Non abbiamo la capacità produttiva per fornire quell'ordine.
Se tocchiamo il prezzo siamo fuori mercato.
Quel ragazzo non ha alcuna esperienza di mercati esteri.

Gli errori possono essere disastrosi. Nessuno vuole sbagliare o fare cose insensate. Per questo motivo la modalità di pensiero del cappello nero è preziosa. E' uno dei cappelli più usati ed è forse quello che serve di più. Allo stesso tempo è anche troppo facile abusarne. Alcuni pensano che sia sufficiente essere prudente e negativo, per evitare tutti gli errori, cosi tutto andrà a buon fine. Il pericolo è di ammazzare le idee innovative o creative, ancora un po' malferme sulle gambe, anticipando troppo le analisi critiche. Quando sul tavolo compaiono idee veramente creative, è bene dare spazio alle modalità di pensiero positive, per consolidare e definire meglio i contorni, prima di sottoporre il tutto ad analisi critiche. Il vino è buono, troppo rende alcolizzati. La stessa cosa succede con il cappello nero. Un cappello prezioso ma da usare con parsimonia, quando veramente serve. 


 

Il pensiero del cappello giallo

Il pensiero ottimista e solare.
Questo tipo di pensiero è logico e positivo. E' portato ad investigare perché una cosa andrà benissimo, ed offrirà anche parecchi benefici all'azienda. Questa modalità di pensiero viene utilizzata per passare in rassegna i risultati positivi di qualche proposta, ma può anche essere utilizzata per scoprire tutti i lati positivi di un qualcosa che è appena successo. Sonda ed esplora tutti i vantaggi ed i benefici, si sforza per trovarne tanti ed esporli nel miglior modo possibile. Il cappello giallo sprizza ottimismo da tutti i pori, è costruttivo ed è propositivo nella sua visione del tutto. Delinea quadri futuri di efficienza e prosperità e privi grossi di problemi.

Funzionerà benissimo, basta spostare la produzione vicino al cliente.
I benefici maggiori li vedremo dopo ripetuti acquisti.
Il costo elevato dell'energia ci farà diventare più efficienti nell'utilizzarla.
L'alluminio non verniciato è più spontaneo, ci farà vendere di più .

E' la modalità di pensiero opposta a quella del cappello nero, quest'ultimo però è più naturale e fa meno sforzi della modalità del cappello giallo, dopotutto noi tutti cerchiamo di evitare errori fatali che possono mettere a repentaglio la sopravvivenza. Il pensiero del cappello giallo richiede a volte sforzi deliberati di ricerca. I benefici non sono cosi ovvi immediatamente, dobbiamo fare degli sforzi per rintracciarli. Tutte le idee nuove e creative hanno bisogno di  ricevere parecchia attenzione con la modalità di pensiero del cappello giallo.


 

Il pensiero del cappello verde

Il pensiero creativo.
Questo è il cappello della creatività, della ricerca delle alternative, delle proposte per soluzioni nuove, cose che siano interessanti, quasi provocazioni, purchè diverse dal vicolo cieco in cui ci troviamo. Le persone che indossano il cappello dell'inventiva, cominciano ad usare l'idioma del pensiero creativo, pensiero che s'incammina anche trasversalmente al terreno naturale d'appartenenza del progetto in esame. Tutti devono considerare gli output di questa fase come idee innovative. Entrambi, sia colui che espone l'idea, sia l'ascoltatore (o ascoltatori), devono indossare il cappello verde. La ricerca delle alternative innovative è il principale e fondamentale compito della modalità di pensiero sottesa dal cappello verde.

Impossibile che non esistano alternative al cilindro pneumatico. 
Vediamo di capovolgere il tutto ed usiamo la base come carenatura.
Sono convinto che si possa fare diversamente, cerchiamo tutti assieme. 
Ci potrebbe essere un'altra spiegazione che ci evita il vicolo cieco.

Il cappello verde rende possibile orientare tutti i partecipanti nella direzione degli sforzi creativi. Questa modalità di pensiero rende disponibile dello spazio e del tempo da dedicarsi esclusivamente al pensiero innovativo, naturalmente tutti all'unisono. Anche se il compito pare insolubile e le idee tardano, il cappello verde costringe tutti ad uno sforzo creativo. Se vi sono incertezze od equivochi piuttosto s'interrompe con un passaggio collettivo alla modalità cappello bianco: "vediamo i fatti consolidati che abbiamo in mano", e poi si ritorna con più focalizzazione.


 

Il pensiero del cappello blu

Il pensiero organizzatore e direttivo.
Questo è il cappello che s'interessa del controllo e alla supervisione del processo. Questa modalità di pensiero non guarda il soggetto stesso, ma piuttosto al modo in cui si sta ragionando intorno al soggetto. Ad esempio: "Se metto su il mio cappello blu, io penso che noi tutti dovremmo fare una sessione di cappello verde, su questo punto, per vedere se esistono alternative migliori". In termini tecnici, il cappello blu si dedica alla meta-analisi. Colui che pensa con questa modalità, volge il pensiero verso il soggetto, per analizzare, non il soggetto, ma per scoprire quali possano essere i passi migliori da fare, per portare il tutto a buon fine. Il pensatore si sente in dovere di riassumere, supervisionare e concludere, in pratica deve ragionare come un coordinatore. Tutti devono offrire il loro contributo come cappello blu, commenti e suggerimenti riguardo il modo migliore per portare avanti e concludere quanto si sta analizzando. 

Abbiamo speso troppo tempo per cercare qualcuno da criticare. 
Mi interesserebbe sapere come Tizio intende portare avanti questa cosa.
Facciamo un giro per vedere le priorità di quanto abbiamo in discussione. 
A questo punto penso sia meglio un passaggio in cappello rosso..

Il cappello blu, di solito, viene indossato dall'organizzatore del meeting o dal coordinatore del gruppo, ma è buona norma fare passaggi collettivi con questa modalità, per raccogliere i suggerimenti degli altri partecipanti. Per concludere il la modalità di pensiero del cappello blu pensa all'organizzazione ed al controllo del processo del pensiero, in modo che questo diventi più produttivo. Il cappello blu, in pratica, pensa al modo migliore di pensare. 


INVECE DI DISCUTERE

La tradizione occidentale è fondata sul fatto che noi progrediamo per mezzo del confronto, della discussione e della mediazione. 

"A" ha un punto di vista diverso da "B". 

Il dibattito che ne segue, si presume sia tale da esplorare in profondità l'oggetto del contendere. Troppo spesso invece, i protagonisti si chiudono nelle loro posizioni, e diventa a quel punto molto più importante vincere la contesa, piuttosto che esplorare il soggetto. 

Il metodo dei sei cappelli evita qualsiasi discussione e contrapposizione, e consente di spostare l'analisi su di un  terreno molto più produttivo. Entrambi "A" e "B" possono indossare il cappello nero e, con un pensiero parallelo, allo stesso tempo, mettere in luce i potenziali pericoli. Entrambi "A" e "B" possono indossare il cappello giallo ed esplorare i potenziali benefici e vantaggi della soluzione. Allo stesso modo, entrambi,  "A" e "B" indosseranno il cappello verde per migliorare il progetto e far spazio a nuove opportunità. In luogo di pensieri contrapposti si ha una esplorazione cooperativa parallela. Questo è il motivo per cui il metodo ha avuto una diffusione così fulminea fra le persone che devono condurre e partecipare a dei meeting. Almeno c'è un metodo per liberarsi dalle contrapposizioni sterili, intrinseche del metodo tradizionale occidentale del confronto e della mediazione. 


EGO E PRESTAZIONE

Normalmente l'ego e la prestazione del pensiero sono pressoché inscindibili. Qualcuno a cui un'idea non piace, non farà nessun sforzo per ricercare dei punti in favore dell'idea - e viceversa.  Il metodo dei cappelli separa l'ego dalla prestazione. Al contendente viene richiesto di usare differenti modalità di pensiero, assieme a tutti gli altri, in questo modo si libera dalla schiavitù dell'ego e sperimenta un senso di libertà, perché il pensatore si trova svincolato dall'unica posizione di partenza. 

Una persona a cui un'idea non piace, farà ora uno sforzo, sotto il cappello giallo, per trovare qualche cosa di positivo. Ad una persona entusiasta di un'idea, gli viene chiesto di scoprire le insidie e le difficoltà, sotto il cappello nero. Con il metaforico cappello in testa, (in modalità di pensiero comune, orientata) parecchie volte il pensatore ha un'illuminazione che cambia il suo modo di atteggiarsi e la sua opinione riguardo a quanto si sta discutendo. 


IL PERSISTENTE STATO DI NEGATIVITA'

Alcune persone sono prudenti e pessimiste per natura, si sentono in dovere, in ogni istante, di mettere avanti i lati negativi di qualsiasi cosa. Nel corso di una discussione normale, non c'é alcun sistema per impedire a queste persone di essere persistentemente negative, distruttive e disaggreganti. Con il sistema dei cappelli c'é ampio spazio ed opportunità per sfogare la propria negatività, al momento giusto, sotto la modalità del cappello nero, ma per tutte le altre modalità, la critica negativa è, e deve essere, assolutamente bandita. In questo modo, la naturale prevalenza e dominanza del pessimista, il cappello nero per vocazione, è ridotta. 

Se una persona continua a fare il "bastian contrario" è possibile proporre: "Questo è un ottimo pensiero da cappello nero; indossiamolo tutti e completiamo la panoramica". Dopo un po' è possibile proporre: "Bene, ci siamo schiariti le idee riguardo i possibili punti negativi, vediamo ora d'indossare il cappello verde per escogitare qualcosa di propositivo per migliorare la situazione". Il cappello nero professionista deve ora anche lui, indossare il cappello verde, e fare sforzi per migliorare, con pensiero costruttivo e propositivo, i punti che ha sottoposto a critica.


SPAZIO PER IL PENSIERO POSITIVO

La modalità di pensiero del cappello giallo e quella del cappello verde, consentono di dedicare deliberatamente del tempo, per uno sforzo positivo, anche entusiastico, e creativo, per generare nuove idee. 

Non è naturale dedicare tempo per la creatività. Non è naturale nemmeno dedicare spazio al pensiero positivo, ai vantaggi ed all'entusiasmo, a meno che l'idea vi piaccia molto. Ma se noi facciamo lo sforzo deliberato per fare queste cose, saremo ben ricambiati dai frutti. Il flusso naturale del pensiero, nel corso della discussione normale, non consente spazio e tempo per la creazione di una nuova idea, (a meno che l'idea non compaia all'improvviso ed immediatamente), ed anche insufficiente tempo per esaminare ed interiorizzare i lati positivi di quanto si discute. 


GIOCO

Più s'investe, come sforzi, per trasformare il metodo six thinking hats in un piacevole gioco, e più potente ed efficace diventa il metodo. Al limite, i partecipanti si sentono truffati se non gli viene consentito di giocare in tutti i ruoli. 

Se qualcuno sta facendo sforzi sotto il cappello giallo e qualcun'altro se ne viene fuori con qualche frecciata da cappello nero, il commento fuori luogo suscita il biasimo dei partecipanti. Se s'investe un po' di tempo nel gioco (ad esempio usando cappelli colorati), anche quando la soluzione è ormai definita, ed il six hats sarebbe addirittura ridondante, pur tuttavia i partecipanti si sentono defraudati, in crisi, come se subissero delle imposizioni dogmatiche. E' un metodo coinvolgente, efficiente  ed efficace, assolutamente da non perdere.


I CAPPELLI NON SONO CATEGORIE

E' assolutamente vero che qualche persona si trova più a suo agio sotto un cappello piuttosto che sotto un'altro. In pratica nessuno, fra di noi, ha una modalità di pensiero  neutra rispetto agli schemi di pensiero proposti dal De Bono. 

Ma il De Bono ribadisce con forza che i cappelli non sono categorie o descrizioni comportamentali. Egli non vuole assolutamente che qualcuno si consideri l'avvocato del diavolo del gruppo. Allo stesso modo si oppone con forza a che qualcuno si consideri il creativo, il cappello verde del gruppo.  Questo sentore, delle persone, sarebbe l'esatto opposto dello scopo del six hats. Tutti, ma proprio tutti devono fare sforzi deliberati per usare tutti i cappelli. Quando il gruppo sta facendo creatività, tutti indossano il cappello verde allo stesso momento. Se una persona per scelta se ne sta in disparte zitto, o magari distratto, per tutto il tempo, salvo poi dare il meglio quando viene l'ora del suo cappello preferito, è perfettamente naturale, ed il metodo lo prevede, di richiamare la persona in questione all'ordine, e fargli fare i suoi sforzi deliberati nel verso della creatività o positività, a seconda del cappello in uso, ecc. 

E' troppo facile, semplice e riduttivo vedere i cappelli come categorie. Essi infatti sono categorie ma di orientamenti di pensiero, e non di persone. Cosi come qualsiasi giocatore di golf, ha la necessità di utilizzare tutte le diverse mazze da golf, cosi ogni partecipante deve sforzarsi di utilizzare tutte e sei le categorie di pensiero sottese dalla metafora dei sei cappelli. Tutti devono dare il proprio apporto full time e non part time


USO OCCASIONALE

L'utilizzo più frequente del metodo è quello occasionale. In pratica i partecipanti, di tanto in tanto, vengono invitati ad indossare, tutti assieme, un particolare cappello.  Questo per richiedere un certo tipo di pensiero, oppure per scivolare via da una posizione di stallo. Prima dell'utilizzo di un particolare tipo di cappello si era in discussione normale, dopo l'utilizzo si tornerà allo stessa modalità. 

Il cappello singolo viene utilizzato, come un comodo sistema, per interrompere una polemica. In questo contesto, è anche possibile chiedere ad una singola persona di fare lo sforzo, e d'indossare un particolare cappello. Potete anche annunciare che vi state mettendo un particolare cappello "Indossando il cappello nero dico che queste sono le difficoltà che prevedo". Potete chiedere all'intero gruppo, (ovviamente è la cosa più logica), di mettere su un particolare cappello: "Penso sia ora di mettere su il cappello verde. Abbiamo bisogno di nuove idee, altrimenti non ne veniamo fuori". 

Uno dei grandi pregi del metodo six hats è quello che consente di cambiare discorso all'istante, senza essere offensivo. Se uno si limita a dire ad una persona, in buona fede, "piantala di essere cosi negativo", è molto probabile che la persona si offenda. Ma se si chiede alla persona, "Per favore cambiamo il cappello, proviamo a vedere la cosa in modalità cappello giallo", la cosa non viene percepita come offensiva. Dopo un po' di riunioni, la modalità six hats diventa parte integrante dello stile dell'azienda, viene usata con frequenza, spontaneamente; anche nei rapporti informali fra due persone, diventa automatico richiedere una passata con modalità di pensiero diversa.


USO SISTEMATICO

L'uso sistematico del metodo da parte di un gruppo, consente l'esplorazione di un soggetto, nel più breve tempo possibile. Questo può essere fatto facendo una sequenza di modalità non intervallate da periodi di discussione informale. Cinque minuti circa per ogni tipo di cappello.  

Non c'é alcuna sequenza di cappelli che possa considerarsi più giusta di un'altra. La sequenza varia in funzione di che cosa stiamo investigando o sviluppando. Alcune linee guida formali ci possono venire in aiuto per selezionare la sequenza. Ad esempio: iniziare una passata con il cappello bianco può servire a fare l'inventario dei dati e delle notizie in nostro possesso, una passata con il cappello blu consente al coordinatore di dire perché ci siamo riuniti, e quale sarebbe l'auspicato risultato ottimale della riunione, è opportuno intervenire con il cappello nero verso la fine, per investigare i pericoli dell'elaborato e verificare la fattibilità. Anche una passata con il cappello rosso consentirà a qualcuno di dire:  "Cosi com'é la cosa non funziona, anche se potenzialmente è molto promettente". Quindi facciamo una passata con il cappello verde, per vedere se riusciamo ad essere più propositivi, ed a farla funzionare bene. La qual cosa consente di prevenire l'abbandono di un'idea, che nella presente forma, non è utilizzabile o percorribile.

Queste note non possono che diventare fonte di confusione per quel lettore che cercasse di memorizzare una qualsivoglia sequenza. Per scopi pratici non c'é che iniziare l'utilizzo del metodo, grandi sbagli non si possono fare e l'auto-apprendimento è sicuro se si evitano situazioni ridicole. Con un po' di pazienza verranno anche i buoni risultati.


Michele  Gambelli
Formatore tecnico

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