MANSIONARI NEL REPARTO  
STAMPAGGIO AD INIEZIONE

 

 

Nello settore dello stampaggio ad iniezione dei componenti plastici, le realtà aziendali che operano hanno le più svariate dimensioni, si va da reparti con sole 4 o 5 presse sotto le 100 tonnellate di chiusura, sino a complessi con più di 100 presse, la metà delle quali sopra le 500 tonnellate di chiusura. Inoltre, in funzione dei tipi di componenti stampati, e possibile trovare realtà dove ogni singolo operatore ha in carico 12 presse automatiche o più, e realtà dove c'é un operatore ogni pressa. 

Il reparto piccolo, partito decenni fa, tenderà ad avere una struttura orizzontale, fatta di soli stampatori, tutti sono autonomi, tutti sono in grado di cambiare lo stampo, far partire la pressa, sorvegliare la marcia normale, assicurare la qualità, farsi carico della logistica e degli imballi. Questa professionalità, che abbiamo definito stampatore, sopravvive qua e la in aziende molto vecchie. Le aziende moderne hanno invece professionalità più o meno specializzate a seconda della loro dimensione. Al limite, nelle aziende grandi, è possibile individuare queste specializzazioni:

1.

addetto alla pressa, completamento e imballo dei pezzi prodotti,

2.

addetto al controllo della qualità della produzione nel reparto,

3.

tecnologo di processo, avviamento presse e ripristino della conformità,

4.

meccanico addetto al cambio dello stampo e preparatore della pressa,

5.

addetto alla manutenzione degli stampi,

6.

addetto alla manutenzione delle macchine e degli impianti,

7.

resinista: macinazione, essiccamento e preparazione delle miscele,

8.

gestore, coordinatore responsabile del reparto produttivo

Dall'elenco manca il cosi detto capo turno, quando esiste un riferimento in reparto, fuori dall'orario diurno d'ufficio, questi è la professionalità 3., il tecnologo di processo, che per tradizione viene chiamato capo turno, ma di fatto svolge, in prevalenza,  mansioni tecnologiche.

La risorsa 1, quella che abbiamo definito operatore addetto alla pressa, ha come mansione principale quella del controllo della qualità dei pezzi prodotti. Sarebbe auspicabile avesse anche conoscenze sufficienti per far partire ed arrestare il processo in sicurezza, e familiarità con il computer di bordo, per ripristinare la conformità, qualora la viscosità a caldo del materiale vari di quel tanto da produrre lo scarto. In pratica, correggere il processo per adeguarlo alla nuova viscosità, che tipicamente crea scarti nella finestra: il pezzo bava oppure il pezzo viene mancante in qualche dettaglio periferico. Queste abilità, solitamente, vengono apprese in affiancamento  a colleghi senior od insegnate direttamente, con appositi corsi interni, dai tecnologi. 

Due anni di apprendistato ed il nostro corso per tecnologi di processo sono il prerequisito ideale per avviare gli operatori più bravi e recettivi alla mansione di tecnologo junior.

Nelle piccole e medie realtà, da 20 a 40 presse medio-piccole, vige la multi mansione, ad esempio le mansioni della posizione 3 e 4 (tecnologo di processo e meccanico addetto al cambio degli stampi) sono fatte da un'unica persona, meno frequente trovare accorpate le mansioni dei punti 5 e 6 (addetto alla manutenzione degli stampi ed addetto alla manutenzione delle presse ed impianti). 

Il più delle volte, manca del tutto la figura 7 (il resinista addetto alla materia prima), le mansioni di questa posizione sono svolte, in parte dalle figure 1 e 3 (operatori e tecnologi). Inoltre, in queste realtà medio-piccole, la risorsa 8, il capo reparto, si comporta di fatto come un tecnologo senior, e nell'orario diurno, cambia anche lui stampi, anche se prevalentemente si dedica alle prove di collaudo degli stampi nuovi e di omologazione dei nuovi materiali. 


Tutte le aziende hanno un turn over alto: 

 

per la risorsa 3 il tecnico di stampaggio, o tecnologo di processo, che cambia lo stampo, avvia la pressa ed interviene su chiamata, per ovviare alle non conformità. 

Come risposta, le aziende lasciano i confini  fra i compiti delle posizioni 1 e 3 un po' vaghi, erogano corsi di formazione tecnologici gli operatori più giovani e recettivi della posizione 1, sperano poi che i più volenterosi apprendano in fretta, e raggiungano un grado di autonomia e familiarità con la pressa, tale da poter essere inseriti, come tecnologi junior, in organico nella posizione 3. 

 

per il capo reparto, (che è una figura molto volatile).
Si spera sempre di trovare un coordinatore che riesca a migliorare l'efficienza del reparto, in cronica sofferenza, per troppi scarti e troppa inattività. 

Questa speranza viene quasi sempre delusa, perché l'inefficienza e gli scarti sono dovuti, solo per un 20% alla mancanza di coordinamento; il restante 80% non dipende dall'abilità del capo reparto, ma è intrinseca del processo e richiede un intervento del management. Serve un buon piano, per ridurre la variabilità di fondo del reparto, per aumentare la latitudine di processi e per formare i tecnologi di processo.

 

La strada che le aziende percorrono per creare tecnologi è obbligata e funzionante: apprendistato > corso tecnologico > apprendistato. Le conoscenze teoriche oggi sono indispensabili -la macchina, dopo tutto, è governata da un processore con un gran numero di parametri-, queste conoscenze evitano di commettere i più gravi errori (qui per errore grave s'intende rovinare lo stampo),  ad aiutano a rivalutare tutta l'esperienza episodica acquisita dagli operatori, durante il primo periodo d'apprendistato. I candidati, comunque, devono fare da soli un pezzo di strada, dopo il corso di formazione, quella dell'apprendistato pratico, nei termini di: problema > ipotesi di soluzione > provo a variare > non va > torno indietro, ipotesi diversa e provo qualcos'altro; oppure va, il problema è risolto, allora ottimizzo, verifico la stabilità del processo e memorizzo l'insegnamento (per apprendere la strategia migliore per progettare la sequenza degli esperimenti visitare questo link.

Vedere l'elenco dei nostri corsi tecnologici.

 


 

Mansionario tipo per operatori, addetti alla sorveglianza della qualità del processo e dei pezzi, ad un'isola di presse automatiche.

 

Controllo dei pezzi

Controllo dei pezzi con il piano di controllo

Operazioni sul processo

Materia plastica

Controllo del granulo, macinato, master

Computer della pressa

Controllo del processo 

Ripristino della conformità 

Lavori manuali

sui pezzi

cernite dei pezzi e/o delle materozze

per l'imballo

formazione della scatola

pesata, imballo, etichettatura

logistica, imballi, scatole, resina

sulla pressa

Pulizia del posto di lavoro

Computer di reparto

Registrazioni di fine turno: pezzi prodotti, inattività e scarti

 


 

Esempio d'analisi del carico di lavoro di un operatore.

 

Descrizione: Isola di lavoro con 4 presse automatiche, con stampi da 32 impronte aventi ciclo medio di 10 s, sorvegliata da un operatore. Il fabbisogno di scatole è  6 scatole a turno per ogni macchina. Nel reparto c'é un resinista di turno che si occupa dell'alimentazione della materia prima e dello sgombro delle materozze. Il reparto lavora con 4 turni di 6 ore senza pausa mensa.

Ore di lavoro nominali 6 - 30' di pause fisiologiche = 5h + 30' di lavoro effettivo.
Controlli fiscali "con piano di controllo" e strumenti, sono richiesti 3 nel turno a tutte le presse, (in pratica un controllo fiscale ogni 2 ore), si ha: 32 pz * 4 presse * 3 controlli = 384 pz da controllare * 25 s a pz = 2h + 40' necessari per i controlli fiscali come da piano di controllo.

Per gli spostamenti e le registrazioni degli avvenuti controlli: 12 controlli * 2' = 24'; porta il totale a 3h + 4' 
La produzione teorica del turno è 4 presse * 6 h * 60' * 32 cav * 60s/10s= 276480 pz; i pezzi controllati con il piano di controllo sono: 3 controlli * 4 presse * 32 cav = 384 pz controllati nel turno. Fiscalmente si controlla quindi un pezzo ogni 276480/384 = 720 pz prodotti.

Per la formazione della scatola, l'inserimento del sacchetto di PE, la pesata di controllo, la chiusura, l'etichettatura e posa su pallet: 3' medi a scatola; n° scatole 6 * 4 presse = 24 scatole * 3' = 1h + 12' per l'imballo.

Passaggio consegne e registrazioni di fine turno nel computer: 18' (3' per pressa + 6' per passaggio delle consegne al collega)

tempo utile per le ripartenze dopo microfermata, rimozione degli inceppamenti, i controlli del processo, i controlli informali ai processi riavviati, la pulizia del posto di lavoro e della pressa, la logistica degli imballi, ecc.:
5h + 30' netti - (3h e 4' + 1h e 12' + 18') = 56' tempo discrezionale.


Alcune considerazioni conclusive:

La qualità deve scaturire dal processo, non è possibile inserirla dopo, come ingrediente. Si conferma quindi che il lavoro principale degli operatori è quello del controllo della qualità dei pezzi. Prima cosa da fare è un'analisi del lavoro, per accertarsi che, la risorsa abbia il tempo materiale, per fare tutte le operazioni che gli vengono richieste. In caso contrario, se il carico del lavoro manuale è eccessivo, l'operatore sarà costretto ad effettuare i controlli in modo meno accurato, per procurarsi un po' di tempo da usare discrezionalmente.

Nel caso su esaminato, l'operatore, pur dedicando oltre la metà del suo tempo alle operazioni di controllo dei pezzi, riesce a collaudare un solo pezzo ogni 720 pezzi prodotti ! Questi controlli fiscali su base statistica, da soli, non sono in grado di garantirci la certezza del risultato in termini di zero defect. Serve un processo con una ampia finestra di conformità, ed un reparto ben organizzato dove esista un sistema per minimizzare o azzerare le fonti delle perturbazioni di fondo ai processi.

IN BREVE

Con questa cadenza di controlli, per non correre rischi, il processo deve essere affidabile, stabile e monitorato. Altrimenti fra una passata e l'altra, in pratica ogni 2 ore, il processo ha tutto il tempo per produrre della non conformità, che l'operatore non è in grado d'intercettare con soli i controlli fiscali. 

C'é quindi la vitale necessità di elevare il knowhow di stampaggio nel reparto, affinché sia gli operatori, sia i tecnologi, stabilizzino e sorveglino meglio i processi produttivi. Interpretino e riconoscano, per segnalare correttamente a chi gli può dare una mano, le perturbazioni che causano l'instabilità e la perdita della conformità.

 

Michele  Gambelli
Formatore tecnico

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