Questo programma è stato progettato per aiutare l'analizzatore a minimizzare il costo globale che è: quello dello stampo più l'insieme dei pezzi da prodursi. 

Per far questo, in modo rapido ed efficace, si opera con un set di input ridotti, in pratica solo quelli che variano al variare del numero delle cavità. In questo modo il costo unitario dei pezzi ricavato non è pari al costo pieno, ma diventa un "indice di costo", con piena valenza tecnologica, per operare la scelta del numero ottimale delle cavità. 

Fra i vari modi possibili di dare una soluzione al problema del calcolo del numero di cavità ottimali, si è scelto quello di partire da una situazione di base conosciuta. Abbiamo notato che il problema si pone, fra gli analisti, quasi sempre in questi termini: "Se facessimo uno stampo a due impronte, in luogo di un mono-impronta, spenderemmo alla fine, di più o di meno?" oppure, frequente nel packaging, "Se facessimo un 32 cavità, invece di 16 cavità soltanto, come sarebbero alla fine i nostri conti?", ecc. 

Anziché perdersi in un mare di input tecnologici, esponendo l'analista al rischio di grossi errori, abbiamo preferito dare risposta alle domande così come esse vengono poste. Per questo motivo, se si vuole utilizzare questo applicativo, occorre partire da una ipotesi produttiva nota; può essere uno stampo pilota o semplicemente la soluzione più logica, parametrata eventualmente con l'ausilio degli altri programmi costituenti il microcae.

Il programma richiede pertanto questa serie di input: 

Per parametrare l'ipotesi produttiva di partenza:
la forza di chiusura della pressa, il peso del pezzo,
il tempo ciclo, l'efficienza dello stampo, 
il costo dello stampo ed il numero delle impronte.

il numero dei pezzi richiesti all'anno,

il numero approssimativo dei lotti annuali, 

il numero dei turni di lavoro,

il tempo d'ammortamento degli stampi,

il costo della materia prima al chilogrammo,

la complessità dello stampo, su scala analogica, 

Su questi input il programma calcola tutte le situazioni produttive, anche quelle marginali ed improbabili. E' possibile vedere su di un diagramma, richiamabile con un click dal quadro degli output, il riassunto delle elaborazioni che si presenta come la figura sottostante.

Sull'ascissa il numero di cavità stampanti per ogni stampo, sull'ordinata il costo unitario del pezzo.

Vale la pena di notare che, sempre ed in ogni caso, l'andamento del costo del componente prodotto è a forma di "U", pertanto va confutato il luogo comune che vorrebbe: "più cavità si fanno e meno costano i pezzi". Questo e vero nella prima parte del diagramma, solo in parte, e soprattutto se si prescinde dal costo dello stampo! In pratica: numeri di cavità stampo troppo bassi richiedono più stampi in funzione, soluzione quindi più costosa; numeri di cavità troppo elevati richiedono stampi ridondanti, troppo costosi, ma quel ch'è peggio, questi stampi sono ingestibili in produzione, poco affidabili, perché:

  • perdono facilmente cavità, 

  • sono soggetti a troppe micro-fermate e 

  • richiedono la presenza costante di un tecnologo di processo. 

La serie degli output puntuali, per ogni situazione produttiva analizzata, comprende, oltre all'indice del costo totale del componente: 

il numero di cavità dello stampo ed il numero degli stampi,

la stima dell'investimento in stampi, 

la forza di chiusura della pressa ed il suo rendimento, 

la potenzialità annuale massima, in numero di pezzi.

Sul quadro degli output è possibile inoltre:

  • nel caso di produzioni molto grandi e critiche, far si che il programma, nel corso dell'analisi, consideri sempre almeno due stampi, in pratica non viene considerata valida la soluzione con un solo stampo (in genere perché la si ritiene troppo pericolosa in caso d'avarie o d'incidenti);

  • fare l'input di un lotto tipo, un quantitativo di pezzi da prodursi. In questo caso il programma espone una casella d'output in più, con il numero dei giorni e delle ore necessarie a produrre il lotto indicato, nelle varie ipotesi d'attrezzaggio. Questo consente all'analista di progettare la potenzialità degli stampi, non sul fabbisogno annuale, ma bensì sulle necessità momentanee ed improvvise.

Michele  Gambelli
Formatore tecnico

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