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La
descrizione che segue è il riassunto parziale del capitolo 5 del "Manuale
dello Stampista" del quale lo sviluppatore del MicroCae è coautore. Vedere a
questo link
l'illustrazione del libro, arrivato ora alla seconda edizione, ed acquistabile
presso l'editore "Tecniche nuove" (www.tecnichenuove.com).
Premessa
Lo
stampo è l’utensile del processo
produttivo denominato stampaggio ad iniezione.
Sfortunatamente lo stampo non è un utensile universale, -come, ad
esempio, la fresa per uno dei più diffusi processi d’asportazione truciolo-
ma bensì specifico. Vale a dire, esso può produrre il solo pezzo per il quale
è stato appositamente costruito.
La
«specificità» dello stampo è l’origine dell’enorme diversificazione
tipologica dei medesimi: in pratica ad ogni tipo d’articolo corrisponde, di
fatto, un diverso stampo.
Il che ha sinora impedito qualsiasi tentativo di trattazione standardizzata, ad
esempio per macro-tipologie. Questo vale tanto in preventivazione quanto in
progettazione o in costruzione.
Fanno
eccezione alcune ristrette nicchie di mercato, dove sono richiesti più stampi
per uno stesso tipo di articolo. Lo stampista, in questo caso, si specializza e
porta avanti una sorta di normalizzazione per il suo settore merceologico.
Questa pratica impossibilità di standardizzare produce complessità e difficoltà
di trattazione, incertezze ed aggravio costi che si manifestano sin dalla
preventivazione.
Oggi
la complessità dei pezzi e la produttività richiesta sono tali che, spesse
volte, lo stampo «specifico», può costare più della pressa ad iniezione, «universale»,
su cui è montato. Questo rende più delicato ancora il compito di preventivare.
Limitatamente
alla stima dei costi di fabbricazione stampo, in pratica, per i ristretti tempi
di sviluppo concessi, ed i relativi costi, non ci si può permettere un
approccio analitico quale sarebbe ad esempio:
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la
progettazione funzionale dello stampo, |
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la
suddivisione dei vari componenti in particolari da costruirsi
all'interno e particolari d'acquisto e/o normalizzati, |
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l’analisi
della sequenza delle fasi di lavorazione di ogni singolo pezzo da
costruirsi, |
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la
stima e la valorizzazione in ore ed in € degli utensili indiretti
necessari (elettrodi, ecc.), |
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la
valorizzazione in ore ed in € delle varie fasi di lavorazione sui
componenti, con prezzi differenziati a seconda delle macchine operative
coinvolte, |
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la
valorizzazione della componentistica d’acquisto, dei materiali, dei
trattamenti termici e delle eventuali lavorazioni d'acquisto, |
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la
valorizzazione dell’assemblaggio finale, |
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l’iter
delle prove di omologazione e delle messe a punto, rischio di
rifacimenti per alcune parti, etc. |
Questa
via analitica è preclusa, sia per i costi, che per i tempi necessari per
percorrerla. Per questo motivo i preventivi degli stampi oggi, nella quasi
totalità dei casi, sono stime analogiche più o meno precise. In pratica si
compara il futuro stampo, sommariamente immaginato, con quelli eseguiti nel
passato che più gli si avvicinano. Si tenta poi una sintesi globalizzante sulla
base delle analogie e/o delle differenze.
Se
l’analista è bravo ed inserito in un ambiente strutturato, con l’aiuto dei
dati storici aziendali, dei consuntivi di lavorazione degli stampi costruiti nel
passato, riesce a stimare con una tolleranza intorno al ± 10 %.
La
filosofia di lavoro e l’utilizzo pratico del programma
Il
programma del MicroCae usa la
stessa logica dell’analista per la stima dei costi. La sintesi è fatta
elaborando una selezione d’input valutativi. L’utente è invitato, con
domande comprensibili, ad esprimere giudizi di merito, non in valore assoluto,
bensì, in scala analogica, generalmente da uno a 10. Alcuni esempi:
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La
tolleranza naturale del processo dello stampista necessaria per la
realizzazione delle cavità stampanti dello stampo in esame. Insomma la
precisione e l’accuratezza di fondo dell’intero processo produttivo.
Scelta multipla su sei possibilità standard; |
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La
quantità di risorse indirette necessarie ad industrializzare il pezzo
da produrre. |
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La
qualità dei materiali da costruzione, della componentistica e dei
trattamenti termici; |
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La
quantità e la qualità delle superfici di figura e del piano di
chiusura interessate, da modellazione in 3D; |
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La
quantità e la qualità dei dispositivi
meccanici dello stampo necessari per smodellare il pezzo al
momento dell’estrazione; |
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La
quantità e la qualità delle superfici stampanti dell’impronta con
particolare riguardo al numero dei dettagli precisi da realizzare; |
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Il
numero delle impronte dello stampo; |
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La
copertura % delle figure stampanti. In pratica l’ingombro in pianta
delle impronte stampanti rispetto alle dimensioni esterne stampo; |
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Su
apposita finestra, inoltre, i dati relativi al sistema d’iniezione ed
alla componentistica, con possibilità di fare l’immissione del costo
per materiali speciali; |
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Infine
le dimensioni esterne dello stampo chiuso. |
Per
quest’ultima voce esiste una finestra, per i meno esperienziati.
Consente
di calcolare automaticamente le dimensioni esterne dello stampo chiuso partendo
dalle quote del pezzo, dal numero delle impronte e dai possibili lay-out delle
medesime.
Il
programma inserito nel MICROCAE è doppio. In apertura l'utente è invitato
a scegliere fra un programma d'uso generale, così come descritto sinora ed un
secondo programma specifico per i componenti di packaging, multimpronta, molto
precisi e prestazionali. Questo settore merceologico usa, in preventivazione, un
approccio diverso per cui si è preferito fare un programma specifico.
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